Una Roma in terra spagnola: Augusta Emerita

Una Roma in terra spagnola: Augusta Emerita

In uno delle zone più interne della penisola iberica, al confine con il Portogallo, sorgono le meravigliose vestigia della città romana di Augusta Emerita. Mérida, nome odierno mutuato dall’antico insediamento romano, è oggi una località di circa 60mila abitanti, capoluogo della comunità autonoma dell’Estremadura. Si trova sulla riva destra del fiume Guadiana a 217 metri sopra il livello del mare ed è famosa in tutto il mondo per essere una delle città della Spagna più ricche di monumenti legati al suo passato romano, al punto da essere denominata la Roma spagnola.

La storia di Augusta Emerita inizia nel 25 a.C. quando Ottaviano Augusto, da cui la città prende significativamente il nome, decise di fondare una colonia nella quale ospitare i veterani della Legio V Alaudae e la Legio X Gemina, gli emeriti–  soldati che avevano terminato con tutti gli onori la loro vita militare e dai quali venne poi ricavata l’altra componente della titolazione cittadini – che si erano particolarmente distinti nelle Guerre Cantabriche, combattute dal 29 al 19 a.C. contro Cantabri e Asturi, conclusasi con la sottomissione di tutta la Spagna. Stando a quello che era l’ordinamento militare romano, a questa elite dell’esercito spettava un oneroso congedo, che veniva spesso sostituito con l’attribuzione di un fondo terriero nei territori occupati. Sotto i vessilli romani, Mérida avviò un periodo di grande splendore, di cui artefice principale fu Marco Vipsanio Agrippa, generale e genero  di Ottaviano.

Localizzazione geografica di Augusta Emerita, in Spagna meridionale.
Localizzazione geografica (freccia blu) di Augusta Emerita, in Spagna meridionale.

Sul finire del principato di Augusto Mérida divenne una delle città più importanti dell’impero. Occupava, infatti, una posizione geografica strategica, in quanto situata sulla cosiddetta via de la Plata, la via dell’argento che univa la Cantabria alla Betica; l’avvento del principato, oltre al commercio, favorì uno straordinario impulso edilizio, con la costruzione di un teatro monumentale, giunto a noi pressoché intatto, un anfiteatro e un circo. Le evidenze monumentali vanno ad aggiungersi al rinvenimento in loco di numerose epigrafi, preziose per dare un volto alle famiglie che componevano la classe dirigente della colona, ma anche ritratti eccellenti di epoca giulio-claudia e rilievi.

Con il tramonto dell’impero e la calata delle tribù germaniche, Augusta Emerita conobbe una sorte comune a quella di tante altre città imperiali, subendo nel 409 una prima devastazione da parte degli Alani e nel 439 quella dei Suebi. Tuttavia, le scorribande barbariche intaccarono una minima parte dell’immenso patrimonio artistico e culturale di questa Roma in terra di Spagna. Un’eredità eccezionale che l’Unesco ha voluto dichiarare Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Angelo Mascolo

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