Una roccaforte sannita nel cuore dell’Irpinia: Aeclanum

Una roccaforte sannita nel cuore dell’Irpinia Aeclanum

In località Passo di Mirabella, frazione del comune di Mirabella Eclano, sono visitabili i resti dell’antica città di Aeclanum, uno dei principali centri della tribù sannita degli Irpini. La zona è posta tra le valli dei fiumi Calore ed Ufita. L’insediamento di Aeclanum conosce, nell’arco di tempo compreso tra il VI e il V secolo a.C., una complessa etnogenesi dalla quale scaturirà il popolo degli Irpini.

In questo periodo, infatti, la popolazione autoctona venne assorbita dai primi abitanti di stirpe osca dai quali mutuarono tradizioni, usi e costumi. Questa fase, inoltre, coincide con una sistematica occupazione del territorio, con la fondazione di diverse città tra le quali, oltre Aeclanum, spiccano Abellinum (oggi Atripalda), Maleventum (ribattezzata poi Beneventum dai Romani), Aequum Tuticum. Tutti centri, sconvolti e parzialmente devastati dalle guerre sannitiche, in seguito assoggettati al controllo di Roma.

La città di Aeclanum, in età romana, occupava un’area di circa 18 ettari ed era difesa da una cinta muraria lunga 1820 m, costruita in opus reticulatum. Le mura si ergevano per oltre 10 m ed erano interrotte da almeno tre porte delimitate ai lati da torri quadrate (turres), di oltre 5 m per lato, mentre ogni 20 m erano presenti torri più piccole. Attraverso la porta occidentale entrava in Aeclanum la Via Appia, proveniente da Benevento, e ne usciva attraverso la porta orientale. Altre strade, oltre l’Appia, interessavano Aeclanum ed il suo territorio: la via Aeclanum – Aequum Tuticum che la collegava alle Puglie, la via Herculia che attraversava la parte orientale della giurisdizione eclanese e la via Aurelia Aeclanensis che procedeva in direzione di Ordona.

Una roccaforte sannita nel cuore dell’Irpinia Aeclanum

Durante la Guerra Sociale (89 a. C.), Aeclanum era protetta soltanto da una cinta di legno, incendiata poi da Silla il quale, accortosi che gli eclanesi attendevano manforte dai Lucani, ordinò di accatastare intorno alle mura fascine di sarmenti (rami di viti), bruciate dopo che trascorse il tempo concesso dal dittatore per arrendersi. Aeclanum infatti fu saccheggiata e occupata perché non si era arresa spontaneamente ai Romani ma anche per convincere le altre città irpine ancora insorte a deporre le armi. Dopo la Guerra Sociale, circa nell’87 a.C., la città divenne un municipium con diritto di voto ed iscritta alla tribù Cornelia.

Tuttavia, il vero spartiacque nella storia di Aeclanum cade in epoca imperiale quando sotto Adriano (intorno al 120 d. C.), la città assunse lo stato di colonia con la denominazione di Aelia Augusta Aeclanum. Una cesura non soltanto sul piano giuridico ma anche edilizia visto che a quest’età risalgono la costruzione delle principali evidenze monumentali riportate alla luce dagli scavi intrapresi dall’archeologo Italo Sgobbo a inizi ‘900. In particolare le monumentali Terme (fiore all’occhiello dell’intero Parco Archeologico di Aeclanum), il Macellum, il Gimnasium, l’area forense, l’Anfiteatro, il Teatro e infine il cosiddetto Forum Pecuarium, il mercato destinato al bestiame da pascolo. L’esistenza di molte strutture è stata rivelata per via indiretta, ovvero tramite superstiti iscrizioni di pietra, mentre le altre sono state individuate sulla base dei resti edilizi ancora presenti in loco.

Al culmine della sua prosperità, il territorio ricadente sotto il controllo di Aeclanum superava i 700 km² con una popolazione stimata intorno ai 4500/5000 abitanti. Dopo il II sec. d.C., in linea con fenomeni analoghi osservabili per altre città del Mezzogiorno, anche Aeclanum imboccò un lento anche se inesorabile declino coinciso con il violento sisma del 369 d.C., seguito al passaggio di Alarico e dei Visigoti nell’anno 410. Le guerre tra Goti e Bizantini del VI secolo, l’arrivo dei Longobardi nel 570 d.C. e quello di Costante II imperatore di Bisanzio, diretto verso l’assedio della longobarda Benevento, rappresentano l’epilogo di quel glorioso passato romano che Aeclanum tentò di custodire fino alla fine.

Un’ultima curiosità: la città di Aeclanum diede i natali al celebre storico romano Velleio Patercolo che qui nacque intorno al 20 a.C.; comandante di cavalleria agli ordini dell’imperatore Tiberio, fu autore di una Historia Romana in due libri dedicata al console Marco Vinicio.

Potrebbe piacerti anche

0 commenti

Accedi

Registrati

Reimposta la tua password

Alcuni contenuto del sito web usano cookie che, al momento, sono disabilitati. Per una esperienza migliore di usabilità, consigliamo di abilitare i cookie sul nostro sito web. Voglio saperne di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi