Una città di mura inespugnabili: Nuceria Alfaterna

Una città cinta da mura inespugnabili. È così che Valerio Massimo, storico romano di età augustea, definì, nel nono libro dei “Fatti e Detti memorabili“, sua opera storica principale, la città campana di Nuceria Alfaterna.

Il presente lavoro avente ad oggetto l’antica città romana, ricadente oggi nel territorio del comune di Nocera Superiore, si propone di fornire un inquadramento storico generale dell’insediamento di epoca romana e della ricerca condotta fino ad oggi, in funzione di nuovi studi mirati a riaccendere i riflettori su uno dei siti più importanti della Campania.

L’attenzione rivolta a Nuceria Alfaterna scaturisce inoltre da un’osservazione amara e reale allo stesso tempo: lo stato di diffuso degrado dell’Agro Nocerino-Sarnese, di cui la città romana era parte, e del suo ricco patrimonio archeologico e culturale. Questo territorio, che copre una superficie complessiva di 204,13 km, costituisce l’estremo lembo meridionale della piana campana, delimitato a nord dai monti di Sarno, a sud dai Monti Lattari, ultimi contrafforti dell’Appennino campano, e ad ovest dalla linea di costa compresa tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Elemento geografico dominante di questa sub-regione è il fiume Sarno, lungo appena 24 Km, che ha origine nel territorio dell’omonima città.

Nell’Agro, inoltre, si sviluppa una fitta rete idrica superficiale formata, oltre che dal Sarno, dai suoi affluenti Solofrana e Cavaiola, acque che hanno favorito lo sviluppo di un’intensa attività agricola fin dall’epoca romana. La realtà dell’inquinamento del bacino del Sarno, la piaga più evidente dell’Agro unitamente ad un’urbanizzazione incontrollata, emerse in tutta la sua gravità nel 1990 quando venne dichiarato, da parte della regione Campania, l’alto rischio ambientale per la Valle del Sarno.

L’attività archeologica che interessò Nuceria Alfaterna a parti dagli anni ’80, promossa dal compianto Werner Johannowsky, richiamò l’attenzione di storici ed archeologi. Il rinato interesse per la città rese inderogabile uno studio delle sistemazioni agrarie e delle vie che collegavano il centro da un lato con Stabiae, Pompeii e Nola-Capua, dall’altro con Salernum. Sulla scorta di questo impulso, al principio degli anni ’90, e per tutto il decennio successivo, l’Agro Nocerino-Sarnese fu interessato da nuovi ritrovamenti. La conoscenza del territorio di Nuceria si è arricchita, infatti, con la scoperta di ben tre necropoli collocate al di là delle mura orientali, di cui una, quella in località Pizzone con orientamento SE, di dimensioni monumentali.

Allo stesso tempo, proficui studi topografici hanno definito meglio i legami – economici e commerciali – intercorrenti tra Nuceria e la Valle del Sarno. Grazie all’ausilio dell’aerofotogrammetria e alle ricerche condotte sul campo, è stato possibile osservare, fossilizzati nel paesaggio agrario attuale, i resti di più sistemi centuriali, distribuiti con regolarità dalla tarda repubblica all’età adrianea, ricavando da essi una lettura del paesaggio fondiario formatosi nel comparto nocerino-sarnese.

A quegli anni si deve anche una comprensione più ampia della viabilità che serviva in epoca romana l’Agro, con la definizione del percorso dell’antico asse viario che da Nuceria giungeva al porto di Stabiae e, da qui, fino al capo Ateneo (Punta Campanella); la scoperta, nel territorio del comune di Scafati ( loc. Tre Ponti) pertinente in antico all’ager pompeianus, di un tratto della Nuceria-Pompeios, facente parte della più grande arteria rappresentata dalla Via Consularis, che collegava l’agro nocerino alla città di Neapolis. Di importanza non secondaria è il passaggio nel territorio di Nuceria, nelle vicinanze del cardo settentrionale che significativamente ha conservato ancora oggi il toponimo di Porta romana, della Via Popilia in direzione di Rhegium.

Non meraviglia, dunque, che la città di Nuceria Alfaterna venga a costituire, per la sua posizione di controllo dell’intera Valle del Sarno, il centro di complesse relazioni politiche, culturali ed economiche ben sottolineate del resto dalle vicende storiche che hanno interessato la città in diverse epoche.

[cml_media_alt id='43456']Una delle meraviglie di Nuceria: il teatro ellenistico-romano in località Pareti (II sec. a.C.)[/cml_media_alt]
Una delle meraviglie di Nuceria: il teatro ellenistico-romano in località Pareti (II sec. a.C.)

Secondo le fonti antiche, che prendono spunto da precedenti miti di matrice greca, Nuceria sarebbe stata fondata dai Sarrasti, antichi abitanti della Valle del Sarno discendenti dai mitici Pelasgi.  Sulla base della documentazione storica ed archeologica, invece, la città venne fondata dall’unione di diversi villaggi sparsi nell’attuale Agro nocerino-sarnese.

Alla fine del VII secolo a.C., si assiste a un intenso movimento migratorio delle popolazioni autoctone della valle, le quali, per motivi soprattutto strategici, andarono ad insediarsi verso il mare, fondando città come Pompei, mentre altri colonizzarono l’entroterra dando vita a Nuvkrinum (letteralmente la “nuova rocca”), che sorse in un punto assai delicato della valle del Sarno, a cavallo tra i golfi di Napoli e Salerno.

L’esplosione urbana lungo il corso del fiume Sarno, fenomeno questo che modificò radicalmente le dinamiche insediative della valle, fino a quel momento non andate oltre il modello della comunità di villaggio, è oggi certo sia da attribuire all’apporto di un elemento esterno dominante: quello etrusco. Infatti, intorno alla fine del VII secolo a.C., l’autoctona Nuvkrinum entrò far parte della dodecapoli etrusca, ovvero l’insieme di dodici città che attraversava la Campania da Capua a Pontecagnano, nata per bloccare l’espansione greca verso settentrione.

Dopo la sconfitta del 474 a.C. nel mare di Cuma, gli etruschi abbandonano la regione e Nuvkrinum passò ai Sanniti. La città, nel V sec. a.C.,  cambia nome aggiungendo al toponimo Nuvkrinum quello di Alfaternum, dalla tribù sannitica degli Alfaterni. Fu una delle più importanti città dell’antica Campania.

Divenne capitale della Lega Nocerina, una confederazione di cui tuttavia gli storici oggi tendono a mettere in dubbio l’esistenza, che comprendeva Pompei, Ercolano, Stabia e Sorrento. Batté moneta propria ed utilizzò un particolare alfabeto – l’alfabeto nocerino – basato su quello greco ed etrusco. Durante la seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), Nuceria fu ostile ai Romani. Sconfitta divenne alleata di Roma nel 307 a.C. Fedeltà che nel 216 a.C. i nocerini pagarono molto caro, subendo la distruzione per mano del generale Annibale Barca per essere poi ricompensata a fine conflitto con la ricostruzione da parte di Roma. Fu ancora saccheggiata durante la guerra sociale a seguito della quale ottenne la cittadinanza romana e l’inserimento nella tribù Menenia.

Probabilmente in età augustea la città assurse al rango di colonia, assumendo la denominazione di Nuceria Constantia e rimanendo confermata nella tribù Menenia. La catastrofe successiva all’esplosione del Vesuvio del 79 d.C., ma soprattutto la progressiva decadenza dei centri interni dell’Italia meridionale nel II-III secolo d.C., contribuirono ad un lento declino di quella che fu, a detta di molti, la più ricca e potente città della Campania in epoca romana.

600x300 Best Price

Potrebbe piacerti anche

0 commenti

Accedi

Registrati

Reimposta la tua password

Alcuni contenuto del sito web usano cookie che, al momento, sono disabilitati. Per una esperienza migliore di usabilità, consigliamo di abilitare i cookie sul nostro sito web. Voglio saperne di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi