Un Colosseo in terra croata: l’anfiteatro di Pola

Un Colosseo in terra croata: l'anfiteatro di Pola

Adagiata sulle sabbie bianche della costa adriatica, sorretta da sette colli come l’antica città di Roma, sorge la città romana di Pola, oggi ricadente in territorio croato, importante snodo commerciale e portuale sin dall’epoca degli Istri, antico popolo che abitava questa regione. Lo sviluppo del centro coincise con l’avvento della conquista romana, fase alla quale risalgono i principali monumenti ed edifici cittadini. Su tutti si impone, per l’eccellente stato di conservazione, l’anfiteatro.

anfiteatro Pola

Venne costruito tra il 2 a.C. e il 14 d.C. sotto l’imperatore Augusto, prelevando il materiale dalle note cave di pietra situate alla periferia della città ed ancora oggi esistenti. In seguito, l’imperatore Vespasiano, che aveva commissionato il Colosseo a Roma, lo fece ampliare. Come il Colosseo, veniva utilizzato prevalentemente per combattimenti di gladiatori e naumachie. Si presume che sia rimasto intatto fino al XV secolo. In seguito sarebbe stato saltuariamente utilizzato come cava di pietra per alcune costruzioni della , oltreché degli abitanti locali.

Tuttavia, questa splendida testimonianza del passato romano ha rischiato di non arrivare sino a noi. Infatti, nel 1583, le cronache veneziane raccontano che il Senato di Venezia, visto lo stato di abbandono della città di Pola, propose di smontare l’Arena pezzo per pezzo e di ricostruirla a Venezia. A sventare tal proposito fu soprattutto l’azione del senatore veneziano Gabriele Emo e per questo suo impegno, nell’anno successivo la città di Pola pose su una torre dell’Arena, rivolta verso il mare, una lapide a perenne memoria e gratitudine.

L’anfiteatro, in pietra calcarea bianca, è articolato in tre ordini grazie alla sovrapposizione di due serie di archi. Una parete alleggerita da aperture quadrangolari corona l’edificio formando il terzo ordine. Dopo l’ampliamento di Vespasiano, l’ovale della pianta raggiunse le dimensioni di 132,5 m x 105. Visto dal litorale, ha un’altezza di 32,5 m, ma dato che la costruzione si erge su un pendio, il lato opposto al mare (ad est) è di altezza notevolmente ridotta: presenta solo il secondo ordine, di 72 arcate. Sempre a causa della pendenza del terreno, dalla parte del litorale gli ordini si appoggiano su un massiccio basamento. In origine la cavea comprendeva quaranta gradini in grado di ospitare fino a 23.000 spettatori.

Angelo Mascolo

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