Tra Sabini, Sanniti e Romani: alla scoperta dell’antica città di Amiternum

Tra Sabini, Sanniti e Romani alla scoperta dell’antica città di Amiternum

Nella piana de L’Aquila, a circa 11 km dal capoluogo abruzzese, in località Cermone, sorgono le rovine di un’antica città romana: Amiternum.

Secondo quanto testimoniato dal geografo greco Strabone, Amiternum venne fondata dai Sabini, popolazione italica originaria dell’Italia centrale. Nucleo urbanistico della città sabina, rimasto inalterato anche in epoca romana, fu il colle di San Vittorino.

Qui oggi sono ancora visibili le principali evidenze monumentali della città: l’anfiteatro, il teatro di età augustea, una villa di età tardo antica e una, di I secolo, recentemente rinvenuta e resti dell’acquedotto risalente alla stessa epoca. Dopo circa quattro secoli di dominazione sabina, nel 290 a.C., Amiternum venne conquista, così come tutta la Sabina, dai Romani. In quello stesso anno la città ricevette lo status di civitas sine suffragio, cioè senza diritto al voto, mentre nel 268 a.C. le venne concessa la cittadinanza ottimo iure, con la relativa possibilità data agli amiternini di contare politicamente in tutto lo stato.

Questo provvedimento diede di fatto la spinta alla crescita economica ed urbanistica all’antico centro sabino che si spostò leggermente più a valle del colle San Vittorino, con una popolazione che arrivò a contare decine di migliaia di abitanti.

Durante la guerra sociale e i conflitti civili del I secolo a.C., la città, sulla scorta di quanto avvenne anche in altre località italiche, si svuotò sensibilmente per conoscere poi un nuovo incremento demografico con l’avvento della pax augustea, con la città che, diventata municipium (ovvero città libera), fu protagonista di uno straordinaria crescita economica, urbanistica e commerciale. A questa fase, infatti, risalgono il meraviglioso teatro di Amiternum e l’acquedotto, oltre a una serie di residenze fatte erigere dall’aristocrazia locale fedele all’imperatore Augusto.

Un periodo fiorente al quale contribuì non poco anche un sensibile sviluppo commerciale, favorito dalla posizione strategica della città, situata lungo la via Cecilia che costeggiando Amiternum arrivava fino all’odierna Atri, in provincia di Teramo. Inoltre, dalla stessa città partiva la via Claudia Nova che arrivava a Popoli, in provincia di Pescara, e due diramazioni della via Salaria.20

Il declino di Amiternum iniziò a registrarsi intorno al V secolo, in concomitanza con la fine dell’Impero Romano d’Occidente, che si concluse intorno al X secolo con la fine dell’antica città romana.

Dell’epoca romana, tuttavia, oltre ai resti di edifici e imponenti monumenti pubblici è anche sopravvissuto il ricordo di diversi e importanti personaggi storici legati a questo centro dell’antica Sabina.

Ad Amiternum, infatti, nacquero il console Appio Claudio Cieco, noto alle cronache per aver avviato, nel 312 a.C., la costruzione della via Appia, la fondamentale arteria che collegava Roma a Brundisium (Brindisi), e soprattutto, nell’86 a.C., Gaio Sallustio Crispo, storico e politico vissuto all’epoca di Cesare.

Una curiosità: secondo alcune leggende, diversi decenni dopo la nascita di Sallustio, pare che Amiternum abbia dato i natali anche a Ponzio Pilato, futuro prefetto della Giudea, noto dai Vangeli per aver processato e condannato Gesù. A Ponzio Pilato, infine, si collegherebbe anche la topografia di alcuni luoghi circostanti alla città romana. Infatti, il toponimo lago di Pilato, sui Monti Sibillini a circa 50km da Amiternum, prenderebbe il nome dal corpo del governatore precipitato nello specchio d’acqua dopo essere stato lasciato insepolto e affidato a un carro tirato da una coppia di buoi.

Angelo Mascolo

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