Storia e leggenda dello scoglio di Rovigliano.

Un altro elemento importante e ricco di storia del nostro territorio è l’isolotto di Rovigliano, conosciuto meglio con il nome di Scoglio di Rovigliano.

Situato nel golfo di Napoli a poche decine di metri dalla foce del Sarno in località Rovigliano, al confine tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, ma amministrativamente dipendente da quest’ultimo. La sua struttura geologica è molto simile a quella dei Monti Lattari, cioè rocce sedimentarie, soprattutto di tipo calcareo formatesi presumibilmente in seguito allo scontro della placca africana con quella euroasiatica che formò sia catene montuose che depressioni.

In antico l’isolotto era distante diverse miglia dalla costa, ma le eruzioni vesuviane e i detriti portati dal Sarno hanno fatto avanzare la linea di costa fino quasi a raggiungerlo. Questa teoria è sostenuta da vari studiosi e sembra aver trovato conferma da saggi e carotaggi eseguiti nei pressi della stazione di via Nocera, che dimostrerebbero l’inizio della terra ferma nel rione San Marco.

prolocoplonti.altervista.org
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Un ulteriore nome dell’isolotto è Petra Herculis, infatti una leggenda lo lega direttamente ad Ercole. Essa narra che l’eroe di ritorno dalla Spagna, dopo aver effettuato la decima delle sue dodici fatiche, approdando in queste terre, dove fondò le città di Ercolano e Stabiae, staccò la cima del monte Faito, scagliandola in mare, dando così alla sua vetta la forma caratteristica del molare e creando nel golfo una nuova isola. Ed è proprio da questa leggenda che in molti pensano che in epoca romana vi fu costruito un tempio dedicato ad Ercole e a quest’ultimo si ricollega un tratto di muro realizzato in opus reticolatum, ma ad oggi non ci sono certezze su questa ipotesi.

Successivamente fu anche chiamato Pietra di Plinio, in quanto nella vicina Stabiae lo scrittore trovò la morte durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il primo documento che testimonia l’attuale nome risale all’epoca di papa Innocenzo III, che in un documento scrive della località di Rubellanium (Rovigliano), come confine tra le diocesi di Napoli e Nola. Questo nome è di più difficile interpretazione e si presta a più teorie, infatti secondo gli archeologi poteva derivare o dal cognome di una antica famiglia romana, la gens Rubilia oppure dal console Rubelio, proprietario dello scoglio, o ancora dal termine latino robilia, ossia delle piante leguminose, simile alle cicerchie, che crescevano abbondanti nella zona dell’ager Stabianus.

Nel corso dei secoli la sua funzione cambia diverse volte diventando un’abitazione privata nel VI secolo, nel IX secolo il proprietario Ernesto Longobardi lo trasformò in luogo di accoglienza per giovani donne dedite alla vita monastica, nel XII secolo divenne monastero e chiesa cistercense ed infine nel XVI secolo divenne una fortezza, per difendersi dalle incursioni saracene, sulla cui sommità fu costruita una torre, visibile ancora oggi.

Con l’unità d’Italia avvenuta nel 1861 lo scoglio passò al demanio, e dopo poco fu venduto a privati. Questo periodo vide il susseguirsi di diversi proprietari fino a giungere nelle mani di Antonio Brigante a cui si deve un ultimo tentativo di funzionalizzazione del’isolotto come centro turistico, purtroppo senza riuscirci. Ad oggi rimangono solo poche rovine della torre, versanti in condizioni di degrado.

Fonte: it.wikipedia.org
www.liberoricercatore.it
www.torreomnia.com
www.naclerio.it

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