Le provvidenze alimentari e l’Oriente: l’arco di Traiano a Benevento

arco di Traiano a Benevento

Pochi monumenti della storia antica sono così indissolubilmente legati alla storia della città che li ospita come l’Arco di Traiano a Benevento. L’arco, inglobato in epoca longobarda nel lato settentrionale della cinta muraria cittadina, appartiene al tipo trionfale e venne innalzato tra il 114 e il 117 d.C. per volere dell’imperatore Traiano, l’optimus princeps tramandato dalle fonti, per inaugurare una variante della via Appia e accelerare in questo modo i collegamenti con il porto di Brindisi, punto di partenza per i commerci con l’Oriente.

Nello specifico, ci troviamo di fronte a un arco a solo fornice – unica apertura arcuata – costruito utilizzando blocchi di pietra calcarea e rivestimenti in marmo pario. A caratterizzare l’arco, secondo quello che è la tipologia di altri monumenti simili, è la ricca decorazione scultorea presente sulle due facciate principali, con scene che si riferiscono alla pace e alle provvidenze verso i cittadini, sul lato rivolto verso la città, e alla guerra e alle provvidenze dell’imperatore verso le province sul lato esterno. L’attico, infine, presenta al centro l’iscrizione dedicatoria.

Al di là del fondamentale significato storico che questo arco riveste, una delle espressioni massime della prosperità dell’Impero di Roma che proprio sotto Traiano toccò la sua vetta più alta, è opportuno accendere i riflettori su uno dei temi più salienti della propaganda traianea e che emergono con forza dal programma figurativo che affolla l’arco beneventano: l’Institutio Alimentaria.

Si tratta di un provvedimento assunto dall’imperatore nell’anno 103 in favore dei bambini bisognosi della penisola. Una decisione che trova una sua efficace traduzione in una scena dal grande  impatto emotivo presente su uno dei rilievi dell’arco di Benevento, nella quale l’imperatore è raffigurato nell’atto di distribuire pani ai fanciulli indigenti.

Una manovra da vero e proprio “welfare” attuata seguendo la formula della obligatio praediorum. In pratica, prestiti ipotecari elargiti dal patrimonio dell’imperatore e concessi ai proprietari terrieri. Gli interessi maturati, stimati intorno al 5%, erano completamente devoluti al mantenimento dei fanciulli, assolvendo così a un duplice intento: incremento delle attività agrarie in varie città d’Italia, visto soprattutto il susseguirsi costante di guerre,  e sostegno alle famiglie povere per contrastare lo spopolamento delle campagne.

Oltre all’importanza economica rivestita dai provvedimenti di Traiano, da intendersi soprattutto sul versante di misure sociali di ampio respiro con le quali il potere centrale tentava di ovviare alle difficoltà delle periferie, essi contengono le avvisaglie di quei germi che porteranno l’impero, diversi decenni dopo, ad imboccare il tunnel di una crisi profonda. Una crisi dovuta non solo agli scompensi sociali e finanziari provocati dalle numerose campagne militari in giro per l’Europa ma anche da quel depauperamento delle campagne e dei vari municipia italici, che proprio le Institutiones traianee avevano cercato di fronteggiare.

Angelo Mascolo

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