Onde gravitazionali: la rivoluzionaria scoperta da doppio NOBEL

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Previste un secolo fa da Albert Einstein, le onde gravitazionali sono state rilevate dallo strumento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), negli USA e i dati sono stati analizzati dalle collaborazioni internazionali Ligo e Virgo.

L’annuncio è stato dato a Cascina (Pisa), dove si trova lo strumento Virgo.

La scoperta è stata pubblicata online sulla rivista Physical Review Letters e, oggi, contemporaneamente, annunciata negli Stati Uniti e in Italia, a Cascina.

Fulvio Ricci, il coordinatore della collaborazione scientifica Virgo, ha detto all’ANSA presentando i dati, che:

“È la prima rilevazione diretta delle onde gravitazionali” ed “apre un nuovo capitolo dell’astronomia”

Ma, di cosa si tratta?

Le onde gravitazionali, sono le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici violenti, proprio come le onde prodotte quando si lancia un sasso in uno stagno.

A provocare il primo segnale delle onde, la collisione tra due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa, mai scoperto prima, rilevato, come precedentemente detto, dalle antenne dello strumento Ligo ed analizzato fra Europa e Stati Uniti dalle collaborazioni Ligo e Virgo, alla quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

“Non è stato un caso: cominciamo adesso a vedere l’universo con altri occhi ed è inevitabile che ad una scoperta se ne associ un’altra”

Così ha osservato Pia Astone, ricercatrice dell’Infn.

Per la fisica è un risultato senza precedenti!

Doppiamente sorprendente perché, oltre a confermare l’esistenza delle onde gravitazionali, fornisce anche la prima prova diretta dell’esistenza dei buchi neri.

I due buchi neri formavano una ‘coppia’, ossia un sistema binario nel quale l’uno ruotava intorno all’altro.

“Avevano una massa rispettivamente di 36 e 29 volte superiore a quella del Sole. Si sono avvicinati ad una velocità impressionante, vicina a quella della luce. Più si avvicinavano, più il segnale diventava ampio e frequente, come un sibilo acuto; quindi è avvenuta la collisione, un gigantesco scontro dal quale si è formato un unico buco nero. La sua massa è la somma di quelle dei due buchi neri, ad eccezione della quantità liberata sotto forma di onde gravitazionali.” (Ricci)

Fonte: ansa.it

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