L’emblema di una dinastia: il Mausoleo di Augusto

Roma, Campo Marzio, il Mausoleo di Augusto.

E’ di pochi giorni fa l’ok del commissario straordinario di Roma, Francesco Paolo Tronca, al progetto preliminare di restauro del Mausoleo di Augusto, in Campo Marzio. Nello specifico, il costo complessivo degli interventi sarà di circa 6 milioni di euro, budget fino ad oggi “accantonato” dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma grazie al quale sarà possibile effettuare una serie di opere essenziale per la rinascita di questo preziosissimo monumento: il completamento degli impianti, l’allestimento espositivo, la copertura e il percorso anulare su passerella. Insomma, una boccata di ossigeno per una delle testimonianza archeologiche capitoline della Città Eterna più dense di significato.

L’approvazione del progetto preliminare, inoltre, rappresenta l’occasione per compiere un viaggio tra le rovine monumentali del Mausoleo e apprezzarne in questo modo la centralità che esso ha rivestito nella definizione dell’ideologia augustea e imperiale.

Al suo ritorno da Alessandria, dopo la fine della guerra contro Antonio e la conquista dell’Egitto, nel 29 a.C., Ottaviano avviò la costruzione di una grandiosa tomba nel Campo Marzio, nei pressi dell’antica via Flaminia, nella zona nord-ovest di Roma. Il modello da cui il sepolcro deriva è il Mausoleo di Mausolo di Caria, che il sovrano eresse con chiari fini dinastici. Tuttavia, il modello architettonico e ideologico a cui si rifà Augusto è di gran lunga più prestigioso. Nel 30 a.C. Ottaviano si recò a visitare la tomba di Alessandro Magno ad Alessandria, a forma di tumulo e quasi certamente circolare.  In altre parole, le stesse soluzioni che saranno approntate per il sepolcro augusteo.

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L’edificio a pianta circolare, con diametro di circa 87 m, è costituito da muri concentrici in tufo. Il basamento esterno era alto 12 m e coronato da un fregio dorico e metope con triglifi. Al di là del muro, si apriva un corridoio anulare che immetteva nella cella al centro della quale si trovava una piccola stanza quadrata, presumibilmente la tomba dell’imperatore Augusto. Ai lati, invece, si aprivano tre nicchie che all’interno contenevano altre tombe. Infatti, il mausoleo augusteo, pensato come un monumentale edificio dinastico, ospitò i membri più stretti della famiglia imperiale. Il primo a esservi deposto fu il nipote dell’imperatore, Marcello, morto prematuramente nel 23 a.C.; seguirono il genero Agrippa e i nipoti Lucio e Gaio Cesari, lo stesso Augusto, morto nel 14 d.C., e poi Druso minore, la moglie Livia e il figlio adottivo Tiberio e forse anche l’imperatore Claudio.

La mole dell’edificio augusteo domina ancora oggi, insieme alla vicina Ara Pacis, la zona più occidentale della Capitale. Due monumenti che costituiscono il meraviglioso lascito dell’imperatore Augusto alle generazioni future e al contempo anche la fervida immagine di una dinastia, quella giulio-claudia, che ha mutato per sempre la storia del mondo occidentale.

Vedi anche: Una Roma in terra spagnola: Augusta Emerita

Angelo Mascolo

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