L’altera Roma: l’anfiteatro campano di Capua

“Me ne andavo solo tra le rovine dell’anfiteatro campano, dove rimanevo molte ore, pensando all’antica grandezza di Capua, ad Annibale, a tutta la storia di Livio…”

Correva l’anno 1830 quando lo storico e patriota Luigi Settembrini visitò le rovine di uno dei monumenti più imponenti dell’antica Campania Felix: l’anfiteatro campano o più semplicemente anfiteatro di Capua. Un’iscrizione, oggi conservata presso il Museo Provinciale Campano, rinvenuta nel 1726 di fronte alla porta meridionale dell’anfiteatro e dedicata all’imperatore Antonino Pio, ci consente di ricostruire le fasi che portarono alla costruzione di questa importante opera pubblica cittadina.

Anfiteatro campano, veduta d'insieme dell'arena
Santa Maria Capua Vetere, Anfiteatro campano, veduta d’insieme dell’arena

Come si apprende dall’epigrafe, infatti, l’anfiteatro fu innalzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. in sostituzione dell’arena meno capiente risalente all’età graccana, luogo della celebre rivolta dei gladiatori capeggiata da Spartaco a partire dall’anno 73 a.C., i cui resti sono stati individuati a Sud-Est. Secondo in ordine di grandezza al solo Colosseo al quale servì presumibilmente da modello, – a tal proposito le misure sono impressionanti: m. 165 sull’asse maggiore, m. 135 su quello minore a livello dell’arena – l’anfiteatro presentava in origine i quattro ordini canonici di spalti (ima, media e summa cavea, attico), accessibili attraverso scale interne ed esterne, e si apriva in facciata con ottanta arcate realizzate in blocchi di calcare.

Le chiavi d’arco dei primi due ordini della facciata erano arricchite da 240 busti a rilievo di divinità, oggetto di restauro in età adrianea, tra le quali spiccano quelle di Giove, Giunone, Demetra, Diana, Mercurio, Apollo e Mitra, oltre alle teste di Pan e di diverse maschere teatrali. Il perimetro esterno della platea che circonda la struttura era delimitato da cippi lisci e scolpiti, di cui se ne conserva solo uno con l’immagine a rilievo d’Ercole ed un altro con Silvano. In generale, della decorazione scultorea che arricchiva l’anfiteatro capuano poco è sopravvissuto, ad eccezione di una Venere ed il gruppo di Amore e Psiche, senza considerare i plutei frontonali e le balaustre dei vomitoria, ovvero i varchi di accesso agli spalti.

Anfiteatro Campano, veduta d'insieme dell'arena
Anfiteatro Campano, veduta d’insieme dell’arena

Come suggerito dalla breve descrizione fornitaci dal Settembrini, le rovine dell’antico anfiteatro campano costituivano l’epicentro dell’antica Capua, oggi Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, definita da Cicerone nel I sec. a.C. l’altera Roma, l’altra Roma. Non solo per la sua popolosità, ma anche per l’importanza strategica che questo antico centro rivestiva, essendo terminale dell’antica via Appia, la via consularis che dalla capitale dell’impero giungeva proprio nella fertile piana del Volturnum. Una posizione nota già in epoche precedenti a quella romana, visto che gli Etruschi, e ancora prima i Villanoviani, si insediarono proprio all’imbocco della valle del Volturno lasciando un segno indelebile sulla storia e la cultura della successiva Campania Felix. Nelle parole del Settembrini, inoltre, vi è tutta l’ammirazione per un passato glorioso che lo stesso patriota sintetizza in tre momenti fondamentali: l’anfiteatro in cui avvenne la rivolta di Spartaco, il cartaginese Annibale che nel 211 a.C. proprio tra le mura di Capua fronteggiò l’assedio da parte dei romani e infine lo storico Livio che a quest’evento ha dedicato pagine di straordinario spessore storiografico.

Su questa terra, nella quale senza sosta si avvicendarono greci, etruschi, sanniti e romani, calò il tramonto nell’anno 456 d.C. Una fine che non a caso andò a coincidere con la distruzione dell’anfiteatro, simbolo e centro della Capua di età imperiale. Epilogo amaro di quell’altera Roma che anticipò nella grandezza così come nel declino la capitale dell’impero romano.

Angelo Mascolo

Potrebbe piacerti anche

0 commenti

Accedi

Registrati

Reimposta la tua password

Alcuni contenuto del sito web usano cookie che, al momento, sono disabilitati. Per una esperienza migliore di usabilità, consigliamo di abilitare i cookie sul nostro sito web. Voglio saperne di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi