La vita oltre la morte: le necropoli di Nuceria Alfaterna

Un contributo sensibile alla conoscenza topografica della Nuceria di epoca romana (per un focus dettagliato clicca qui )  è stato senza dubbio quello offerto dallo scavo delle necropoli dell’antica città. Allo stato attuale delle ricerche, le aree meglio documentate si trovano tutte a oriente dell’antico pomerio. Esse presentano il seguente orientamento: nord-est la necropoli in località Taverne, est quella in località S. Clemente, sud-est quella di Pizzone.

La prima venne alla luce nel corso dei lavori per la costruzione di una galleria relativa al tratto ferroviario Napoli-Salerno. La necropoli ha restituito con sicurezza 50 sepolture che coprono un arco cronologico molto ampio: dalla tarda repubblica alla media età imperiale.

Oltre alle columelle (cippi funerari di forma umana) di reimpiego, questa necropoli si segnala per una differenziazione dei costumi funerari e per il ritrovamento nelle sue vicinanze, nello specifico in località S. Ambruosio, di oltre 63 stipi votive, ancora del tutto inedite, attestanti l’esistenza di un santuario extraurbano. L’aspetto da sottolineare è che tanto la necropoli quanto il santuario sembrano disporsi ai lati di una strada, forse un prolungamento al di fuori delle mura del decumano più settentrionale di Nuceria, il cui percorso entro le mura è stato finora solo ipotizzato.

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Nell’ambito della costruzione del medesimo tratto ferroviario, venne portata alla luce la necropoli in località S. Clemente, a poche centinaia di metri dal complesso delle Taverne. La necropoli, indagata al di sotto di moderni edifici,  ha restituito 14 tombe – di cui nove di epoca romana tarda –  rinvenute a m 0,30 al di sopra dello strato di lapillo del 79 d.C. L’attenzione degli archeologi si è concentrata sulla tomba n.17, del tipo a cassa, caratterizzata dalla presenza di due lastre architettoniche, reimpiegate in epoca successiva, recanti la prima un’iscrizione in caratteri greci e la raffigurazione della menorah, il candelabro ebraico eptalyknos (a sette luci); la seconda, invece, era anepigrafe (senza alcuna iscrizione).

Gli scavi condotti dal 1994 al 1997 hanno permesso di portare alla luce, a ben m 7,00 di profondità rispetto al piano di campagna, la necropoli monumentale di Pizzone, che costituisce per le sue caratteristiche un complesso di straordinaria importanza, finora stranamente trascurata.

La zona interessata dal rinvenimento si trova a circa m 800 dalla cinta orientale dell’antica città, a ridosso del torrente Cavaiola. Lo scavo ha riportato alla luce un tratto dell’asse viario di circa 60 m, lungo il quale vennero realizzati i monumenti funerari romani, nel corso del I sec. a.C.

L’area di scavo – estesa per circa 5.000 mq –  ha permesso l’identificazione di sette grandi mausolei, di cui cinque portati alla luce. La monumentalità di questa necropoli non sembra avere altri raffronti, per il periodo della tarda repubblica, in tutta l’Italia meridionale, eccezion fatta per il vicino centro di Pompei e naturalmente Roma, capitale dell’Impero.

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Angelo Mascolo


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