Intolleranze: come capire se un cibo ci fa male?

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Le intolleranze e le allergie alimentari, anche se molto differenti tra loro, sono sempre più diffuse nella popolazione.

Se ne parla tanto, ma nessuno sa davvero quali sintomi diano.

E quasi tutti commettono lo stesso errore, cioè eliminano per sempre il cibo incriminato, con il rischio di incorrere in pericolose carenze di vitamine e di minerali.

Questo accade perché molti confondono intolleranze e allergie, ma per le intolleranze, invece, c’è una ragione “meccanica”.

A volte è colpa della carenza dell’enzima lattasi, la sostanza che aiuta la digestione di latte e latticini.

Ma nella maggior parte dei casi a scatenare l’ intolleranza è una vera e propria intossicazione dovuta all’ accumulo di alcune molecole liberate durante la digestione dai cibi a rischio, che non vanno, però, eliminati per sempre dalla dieta.

Prima di qualsiasi test o prova, è bene cercare di individuare i sintomi delle intolleranze alimentari.

Quindi, come capire se un cibo ci fa male?

Se dopo un pasto accusiamo regolarmente mal di testa, vertigini, eruzioni cutanee, dermatiti o coliti ,allora questo potrebbe essere un campanello d’allarme.

Armandoci di pazienza, dovremmo registrare almeno per una settimana, tutto ciò che mangiamo e quando si manifestano i disturbi.

Segnare anche le caramelle, i cioccolatini e gli integratori alimentari se presi. Annotare anche l’ora: i sintomi delle intolleranze si possono scatenare persino a distanza di una giornata dall’ assunzione dell’alimento.

Se si nota che uno o più dei disturbi indicati si presentano dopo aver mangiato un certo alimento, bisogna provare ad eliminarlo dalla dieta per una settimana: se state meglio, quasi sicuramente avete trovato la causa dei vostri problemi.

Non esistono farmaci che aiutano a guarire dalle intolleranze o dalle allergie, bisogna solo cambiare il proprio regime alimentare.

All’ inizio è necessario astenersi completamente dall’ assunzione di quel determinato cibo per qualche mese poi, si può iniziare ad introdurlo in modo graduale evitando di consumarlo tutti i giorni in quantità eccessive.

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