Il folle museo delle cere russo che riesce a far odiare la droga

San Pietroburgo

La porta di un edificio squallido che sembra un teatro o un centro culturale. Una statua di cera di Freddie Mercury all’ingresso, con il pugno alzato in segno di trionfo tra i gelidi venti russi.

Cosa significa una statua di cera in tributo ai Queen piazzata proprio lì davanti? Dopo un esame più attento si capisce che la statua si riferisce più alla passione di questo per la cocaina che alla sua fama di grande artista.

Nell’atrio è posizionata una di quelle lavagne che i proprietari dei bar mettono sui marciapiedi, con appesa una foto sgualcita di una bellissima ragazza il cui viso, diviso a metà. Una parte solo scheletro, circondata da rose e siringhe. Sulla lavagna la scritta:

Il Museo delle Cere
presenta un incredibile nuovo progetto:
Al limite
Per illustrare gli effetti delle droghe sull’organismo.

Ecco una mostra anti-droga! Con 50 rubli (meno di 1 euro), si assiste ad un percorso “educativo” alquanto macabro.

La mostra ha un’impostazione cronologica. Parte con uno sguardo alle antiche culture cattive responsabili dell’attuale epidemia di droga. Il malvagio cinese, adagiato tra le sue lenzuola di seta, si inebria i sensi coi fumi dell’oppio. La versione russa ed economica dell’oppio, il krokodil, è una sostanza letale. Chi ne è dipendente vive al massimo due o tre anni, mentre la carne gli si stacca dalle ossa a brandelli.

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Un’altra droga è la marijuana, chiamata in Russia “nonnina verde”. Questo ragazzo, con indosso la tipica veste satinata dei fattoni, ci offre un tiro della sua canna. A giudicare dagli occhi ridotti a fessure, è erba bella forte.

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Poi partono immagini di disperazione e miseria. Cadaveri, occhi infossati, colorito da zombie, immondiazia, siringhe, medici…scene, direi, crude!

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Poi, l’invito a restare sobria, a non ubriacarsi a non dograrsi e cadere più nella dipendenza, per la nascita di un bambino. Mai visto un neonato fatto di cera, vaselina, un tubo di PVC e tempera rossa. Il livello tecnico è impressionante. Bisogna ammettere che la manifattura di cera russa non è niente male.

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Esempi di vita dissoluta, circondata dai più famosi esponenti, tra cui: Marilyn Manson, il tipo dei Prodigy, e Brian May dei Queen.

Il meglio della mostra: la mamma, avvolta in una vestaglia blu elettrico, è così fatta di vodka da non aver nemmeno la forza di alzare gli occhi mentre sua sorella/zia/matrigna, in jeans a vita alta anni Ottanta, si sporge dalla finestra in un momento di psicosi indotta dalla droga.

russia-tried-to-scare-people-off-drugs-with-an-insane-junkie-waxwork-horror-show-785-790-1425320968Una raccolta di volti che rappresentano la connessione tra l’uso di droga e lo sfiguramento.

E voi? Che cosa ne dite di questa mostra?

Io credo sia una buona iniziativa, la qualità di modellazione della cera è sorprendente, ma ciò che delude sono le scene in sè. Credo che da questo punto di vista la mostra avrebbe potuto dare molto di più! Siete d’accordo?

Fonte: vice.com

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