La legge di Moore è finita?

La Semiconductor Industry Association (SIA) degli Stati Uniti insieme alle altre associazioni a livello globale deputate allo sviluppo e produzione dei semiconduttori (e quindi processori) hanno elaborato un documento che segna la fine della “Legge di Moore”.

Cosa si intende con la fine della legge di Moore?

La legge, che verrà estesa per tutti gli anni novanta e resterà valida fino ai nostri giorni, viene riformulata alla fine degli anni ottanta ed elaborata nella sua forma definitiva, ovvero che il numero di transistori nei processori raddoppia ogni 18 mesi.

Cosa prevede la legge di Moore?

Essa afferma che la complessità dei microcircuiti (per es., misurata dal numero di transistori per chip o per area unitaria) raddoppia periodicamente, con un periodo originalmente previsto in 12 mesi, allungato a 2 anni verso la fine degli anni Settanta e dall’inizio degli anni Ottanta assestatosi sui 18 mesi.

Cosa indica la seconda legge di Moore?

Lo stesso Moore, e altri esperti della Intel, aggiunsero negli anni ’70 la seconda legge, secondo cui il costo delle apparecchiature per fabbricare semiconduttori raddoppia ogni quattro anni, e il costo di una fabbrica di chip raddoppia da una generazione di prodotto all’altra.

Chi ha inventato il microprocessore nel 1968?

Federico Faggin

La costruzione dei microprocessori è stata resa possibile dall’avvento della tecnologia LSI, a sua volta basata sulla Silicon Gate Technology sviluppata dall’italiano Federico Faggin alla Fairchild nel 1968: integrare una CPU completa in un solo chip permise di ridurre significativamente i costi dei calcolatori.

Quanti transistor ci sono in un processore i7?

Per confronto, si consideri che l’Intel Core i7-5960X, tra le CPU desktop più potenti in circolazione arriva a circa 300.000 MIPS (0.3 trilioni) ma ha ben 2,6 miliardi di transistori, organizzati in otto core fisici (otto core logici). Il processore Intel inoltre è realizzato a 22 nanometri.

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