Come trascorrere il week-end a Napoli!

Napoli non ha un cuore, ne ha mille. Tutto intorno si muove, in un vortice continuo di colori, vocii, odori, bagliori, eppure l’anima di questa città è antica quanto le sue fondamenta.

Superstizione e fantasia vanno di pari passo, così come la realtà di una natura umana straordinaria ed unica.

Ogni città del mondo ha una propria anima e questo è vero sopratutto per un posto come Napoli: indomita come poche, ricchissima di storia e cultura, con strette vie che a guardarle dall’alto diventano arterie pulsanti di un corpo dal richiamo irresistibile.

Un corpo che dal lungomare arriva fino ai piedi del Vesuvio, circondata da una baia, quella del Golfo di Napoli, di indiscussa bellezza. Iniziare la visita immersi all’interno del suo centro storico oltre la Mergellina ed i moli del porto, potrebbero disorientare chiunque. Ma è così che si deve fare: prendere la città di petto e lasciarsi inebriare dal suo spirito.

Vediamo allora i monumenti più belli e facoltosi della città, tra gli sguardi ammiccanti dei suoi abitanti; perchè ad essere orgogliosi di questa città non solo i napoletani ma l’Italia intera, e l’UNESCO, che ha iscritto il suo centro storico nella lista del patrimonio dell’umanità.

Ci sono tante cose da vedere e in un week-end non si può visitare tutta. Quindi ecco alcuni consigli per un itinerario tutto napoletano!

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Quartiere Spaccanapoli

Iniziare la visita dal quartiere Spaccanapoli significa apprezzare da subito non solo i monumenti storici della città, ma anche la sua realtà più pittoresca. Perché Spaccanapoli? il significato è letterale, qui il centro viene infatti spaccato in due da una strada in linea retta. Storicamente la zona corrispondeva all’antico decumano romano, la via principale della Napoli romana (Neapolis).

 

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Napoli segreta

numerosi ed incantevoli tunnel presenti nel sottosuolo, in realtà, antichi acquedotti della città e vecchie cave, utilizzate dagli abitanti per attingere il materiale per la costruzione degli edifici in superficie e furono anche utilizzati come rifugio durante la guerra. La tradizione, però, attribuisce a questi cunicoli la dimora dei monacielli, spiritelli buoni o malvagi che spesso importunavano gli abitanti in superficie con piccoli ma fastidiosi dispetti.

 

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Via San Gregorio Armeno

Siamo in una delle vie più caratteristiche del Natale napoletano. La sua celebrità varca il confine urbano e quello italiano, arrivando in tutto il mondo. Questa via raccoglie le tradizioni più vere di questa città: quella dei presepi napoletani, arte e artigianato che si tramanda da generazioni per secoli. Nella via è situata la chiesa di San Gregorio Armeno, da visitare per l’elaborato interno barocco.

 

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Cimitero delle Fontanelle

Il cimitero delle Fontanelle (in napoletano ‘O campusanto d’ ‘e Funtanelle) è un antico cimitero della città di Napoli, situato in via Fontanelle. Chiamato in questo modo per la presenza in tempi remoti di fonti d’acqua, il cimitero accoglie 40.000 resti di persone, vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836.

Il cimitero è noto perché vi si svolgeva un particolare rito, detto il rito delle “anime pezzentelle”, che prevedeva l’adozione e la sistemazione in cambio di protezione di un cranio (detta «capuzzella»),al quale corrispondeva un’anima abbandonata (detta perciò «pezzentella»).

 

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Monastero di Santa Chiara di Napoli

L’esterno in pietra di tufo gialla dona armonia allo stile gotico-provenzale di una facciata piuttosto semplice e spoglia. L’interno è stato ricostruito nel dopoguerra e si apprezza in particolare lo stile Barocco per le nove cappelle presenti. In un lato si osservano le tombe degli Angiò, tra cui il sepolcro di Maria di Valois, Roberto il Saggio e Carlo d’Angiò. Il coro è del XIV secolo e si ammira in particolare per osservare alle proprie spalle degli affreschi giotteschi. Non si manchi una visita al chiostro settecentesco, che tra vali e pergolati decorati in maiolica, rimane una delle parti più belle del complesso.

 

 

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Certosa e museo di San Martino

Situata su uno sperone della collina del Vomero, il Convento dei certosini di San Martino è di sicuro uno del luoghi più interessanti di Napoli. Al suo interno sono presenti diversi elementi: si entra nel cortile per arrivare alla chiesa, capolavoro dell’arte barocca, dove si apprezzano in particolare la pavimentazione in marmo e le opere d’arte del de Ribeira, di Simon Vouvet, Guido Reni, del San Martino e del Caracciolo. Vanno inclusi gli affreschi di Luca Giordano, in particolare quelli del soffitto “Trionfo di Giuditta”, ed i cosiddetti appartamenti del Quarto Priore, dove sono presenti alcuni capolavori di Pietro Bernini. Il Museo nazionale di San Martino di Napoli è noto sopratutto per la sua collezione di presepi, eccezionale collezione di figure napoletane del XVIII e XIX secolo.

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Palazzo reale di Napoli

Sede dei più importanti Sovrani del Regno delle due Sicilie, dopo l’Unità d’Italia, sede napoletana dei Savoia. Il palazzo ha origine nel Seicento e si apprezza in particolare per lo stile elaborato del grande scalone, per lo sfarzo degli appartamenti, in stile settecentesco e per la cappella reale. Non si può non ammirare la delicata mano che ha rifinito le porte delle stanze, decorato con stile floreale di rara bellezza artistica. Si noteranno anche le nicchie esterne, ospitanti le statue dei vecchi sovrani di Napoli.

 

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Museo del Tesoro di San Gennaro

Il Museo del Tesoro di San Gennaro è un museo di Napoli, il cui ingresso è situato accanto al Duomo e alla Cappella del Tesoro. Secondo studi fatti da un pool di esperti che hanno analizzato tutti i pezzi della collezione, il tesoro di san Gennaro sarebbe addirittura più ricco di quello della corona d’Inghilterra della regina Elisabetta II e degli zar di Russia. L’area museale è di oltre settecento metri quadrati ed espone le sue opere nei locali sottostanti la Cappella del Tesoro, per una serie di collezioni d’arte comprendenti gioielli, statue, busti, tessuti pregiati e dipinti di grande valore.  Tra gli articoli più interessanti una mitra (copricapo vescovile) del 1713 dell’orafo Matteo Treglia, in cui sono incastonate numerose pietre preziose (diamanti, rubini e smeraldi).

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Cappella di San Severo

Nelle cave di questa chiesa è conservata l’essenza di questa costruzione religiosa ancora oggi avvolta nel mistero. Sono due scheletri che le credenza popolare ritene avere ancora intatto l’apparato circolatorio pietrificato. Il loro stato si crede dovuto alle posizione magiche create dal Principe Raimondo di Sangro che fu appassionato alchimista, inventore, esoterico e letterato a cui si deve anche l’architettura dell’attuale versione della struttura. Tra misteri e leggende, si apprezzano le statue posizionate ai lati e al centro delle navata: una donna velata che rappresenta il pudore, un uomo impegnato a togliersi di dosso una rete “il disinganno”, e soprattutto uno splendido Cristo velato, opera di giuseppe Sanmartino.

 

Queste sono solo una parte delle cose da visitare a Napoli, città immensa e ricca d’arte.

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