Una città di vasi: l’antica roccaforte sannitica di Caudium

Montesarchio, alcuni esempi dei vasi caudini restituiti dagli scavi

Correva l’anno 321 a.C. quando i Sanniti inflissero alle legioni romane la celeberrima sconfitta alle Forche Caudine. Uno degli episodi più umilianti della storia militare romana, paragonabile solo alla disfatta subita circa un secolo più tardi, per mano di Annibale, nella piana di Canne. A guidare quella prodigiosa vittoria la tribù sannitica dei Caudini, la cui capitale, Caudium, ricadente oggi nel territorio di Montesarchio in provincia di Benevento, è stata una delle città più importanti e strategiche della Campania settentrionale, prima in epoca sannitica e poi in quella romana.

A prescindere dalla battaglia, della quale ci parlano numerosi autori antichi tra cui Livio, da altre fonti, come Orazio e il geografo Strabone, veniamo a conoscenza che, in epoca romana, l’insediamento caudino era una mansio – luogo di sosta – sulla via Appia da Capua a Benevento.

Una conferma in tal senso delle fonti letterarie arriva, anche, dalle carte geografiche dell’epoca, su tutte la Tabula Peutingeriana, ovvero il più antico stradario di età romana che ci sia pervenuto. Le distanze indicate dagli Itineraria romani, inoltre, dimostrano come esatta, la localizzazione di Caudium nella zona dell’attuale Montesarchio. In seguito alle guerre civili che videro opposti Ottaviano e Marco Antonio, la campagna caudina venne assegnata da Augusto ai veterani, mentre la città vera e propria, è probabile, sia diventata un municipium inserito nella tribù Falerna.

Allo stato attuale, il nucleo della città romana non è stato ancora individuato. Gli unici resti furono rinvenuti, nel 1924, a sud del paese, dove furono recuperati alcuni frammenti architettonici in marmo, una moneta in bronzo di Tiberio, un’iscrizione dedicatoria che ricorda Druso figlio di Tiberio, del 33 d.C., e una copia in marmo pentelico.

Montesarchio, alcuni esempi dei vasi caudini restituiti dagli scavi

Foto: Montesarchio, alcuni esempi dei vasi caudini restituiti dagli scavi

Se la Caudium romana sfugge in gran parte alla conoscenza degli archeologi, lo stesso non si può dire delle epoche precedenti all’insediamento romano. Infatti, a partire dal 1965, il territorio caudino ha restituito, grazie anche a sistematiche campagne di scavi, una serie innumerevole di tombe, che occupano un arco cronologico che va dall’Età del Ferro fino alla metà del III sec. a.C.

Datazioni ricavabili, soprattutto, dall’eccellente qualità dei corredi funerari e dagli splendidi vasi dipinti che le sepolture hanno riportato alla luce.

Gli oggetti più significativi, per il periodo arcaico, sono pithoi ovoidi di impasto rossastro grossolano, oinochoai a bocca rotonda e corpo ovoide, coppe carenate; forme pressoché mantenute anche per il VI sec., con una più spiccata abbondanza di bucchero, testimone dei contatti intensi con le genti etrusche stanziate a Capua.

Tra il materiale di importazione, a parte i buccheri, si rinvennero kỳlikes ioniche attiche, una kỳlix attica a vernice nera e una lèkythos attica a figure nere. Purtroppo sporadici sono alcuni frammenti di vasi attici a figure nere e un aryballos medio-corinzio. Un rinvenimento di eccezionale interesse è rappresentato da un’òlpe attica del Pittore della Gorgone, con la rappresentazione di un toro.

Le tombe del V sec. presentano, invece, vasi attici a figure rosse di eccezionale valore; molti di essi erano stati restaurati in antico e, probabilmente, alcuni erano stati riutilizzati in tombe di età posteriore. Le forme più comuni sono il cratere a colonnette e il cratere a campana. Un altro vaso attico di finissima fattura, databile alla metà del V sec. a. C., è un cratere a colonnette su cui è rappresentato Filottete, mentre viene medicato alla gamba.

In associazione con questi vasi, si trovano fibule di ferro, che spesso portano, infilata nella staffa, una grossa perla d’ambra. Materiale di importazione attica continua a trovarsi pure nelle tombe del IV sec. a. C.: difatti, in molti corredi tombali ci sono vasi cosiddetti di Saticula. Il che rivela, non solo che a Caudium doveva esserci un ambiente culturale molto simile a quello della vicina Saticula, ma anche che, per lo meno, per la prima metà del IV sec. a. C., il commercio con l’Attica doveva essere fiorentissimo.

Sono pure numerosi i vasi di fabbrica campana. Di essi, alcuni sono ancora dell’inizio del IV sec. a. C.; la maggior parte, invece, appartiene alla seconda metà del IV secolo. La grande massa proviene dalla fabbrica di Cuma. Estremamente interessante è anche il fatto che a Caudium si siano rinvenuti molti vasi di fabbrica pestana, segno evidente di commercio tra la Campania settentrionale interna e la piana del Sele. Della fine del IV sec. a. C. è un grosso cratere a calice, su base, decorato nello stile di Gnathia; dello stesso stile è un cratere a campana con anse a testa felina.

Le necropoli caudine, come si è visto, testimoniano una fitta rete di scambi economici e culturali tra l’entroterra di Caudium e i principali centri della Campania preromana. Sono attestati, infatti, intensi contatti con l’area etrusca e quella greca, con i rapporti che in questo caso vengono mediati dalle due colonie magnogreche più importanti di epoca arcaica: Cuma e Poseidonia.

Con il crollo della potenza etrusca, sancito nel 474 a.C. con la sconfitta a largo delle acque di Cuma, e l’affievolirsi delle colonie greche, Caudium entra in una nuova fase, quella che vide in Campania l’ingresso in scena di altri attori: i Sanniti. La loro presenza coincide con la produzione di vasi di fabbrica a campana, nei quali viene trasmessa e non tralasciata la profonda impronta impressa dall’eredità greca. Gli stessi vasi che, ora, diventano i simboli di una nuova identità di potere: quella delle aristocrazie sannitiche che detengono il controllo di Caudium.

Angelo Mascolo

Potrebbe piacerti anche

0 commenti

Accedi

Registrati

Reimposta la tua password

Alcuni contenuto del sito web usano cookie che, al momento, sono disabilitati. Per una esperienza migliore di usabilità, consigliamo di abilitare i cookie sul nostro sito web. Voglio saperne di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi