La chemioterapia si sopporta meglio con cure dolci

Barbabietola rossa e succo di limone, agopuntura, yoga e persino riflessologia plantare, sono solo alcune tra le medicine complementari che oggi vengono prescritte in molti centri oncologici.

La maggior parte delle pazienti oggi, a differenza di un tempo, è in grado di svolgere le sue solite attività e di avere una vita sociale.
Ci sono oncologi dedicati all’ interno delle strutture che, in base alle cure impostate, sono in grado di calibrare le diverse soluzioni “dolci”, quando è possibile.

Le terapie antitumorali si affrontano meglio con rimedi naturali e tecniche complementari che aiutano ad alleviarne gli effetti collaterali e a gestire l’ansia.

La chemioterapia si sopporta meglio con cure dolci!

– Il centrifugato anti-anemia.

Barbabietola rossa e succo di limone insieme, sono utili per chi sta seguendo un ciclo di chemio.
Poichè questa terapia può avere come grande effetto collaterale il crollo della quantità di globuli rossi nel sangue e dell’emoglobina, il mix di barbabietola e limone, da mangiare come contorno oppure da bere in centrifugato, è in grado di riportare nella norma i valori senza traumi per l’organismo.
Così facendo i valori vengo aumentati radualmente e non esageratamente come avverrebbe con i farmaci.

– L’argilla e l’anice contro la nausea.

Nausea e diarrea sono tra gli effetti collaterali più comuni durante la chemio.
Il rimedio giusto è l’arigilla verde: si assume in polvere e in tal caso va lasciata riposare per una notte in acqua, oppure in compresse, secondo i dosaggi stabiliti dall’oncologo.
Non solo, l’argilla verde in polvere, impastata con olio di ricino, si può usare per impacchi che alleviano il bruciore sulla pelle causato dalla radioterapia.
L’anice stellato invece e i semi di finocchio funzionano per combattere la nausea da chemioterapia, e per contrastare la sensazione di “bocca cattiva” che a volte si manifesta durante la chemio.
Basta sorseggiarne tre bicchieri al giorno al posto dell’acqua.

– Lo yoga per ritrovare la serenità.

È la tecnica soft più adatta in ogni fase della malattia.
Infatti aiuta a riportare in equilibrio chi è destabilizzato in seguito alla diagnosi e a restituire la fiducia in se stesse e nelle proprie forze quando le terapie debilitano.
I movimenti sono molto dolci, ma più che sufficienti ad aiutare l’organismo nel processo di ripresa e, le tecniche di meditazione, parte importante dello yoga, fanno sì che sia possibile affrontare positivamente le paure.

– L’agopuntura anti-insonnia.

L’agopuntura, tra le medicine complementari, è la tecnica antidolorifica più utilizzata e validata anche dall’ Organizzazione mondiale per la sanità. Ma oggi, in più, le sedute servono per contrastare i problemi gastrointestinali legati alla chemioterapia, l’insonnia e la comparsa di sfoghi sulla pelle provocati talvolta dalla radioterapia. Tutto questo è possibile grazie all’azione dei micro aghi che stimolano punti ben precisi del corpo, ripristinando un giusto flusso energetico.

– La riflessologia plantare per riprendersi dall’intervento.

Riflessologia…In alcuni Centri, viene addirittura prescritta la sera prima dell’intervento perché attraverso la manipolazione della pianta del piede, è possibile aiutare l’organismo a sopportare meglio l’intervento e a riprendersi con maggiore rapidità.
Nel corso delle terapie, invece, è possibile sbloccare man mano l’organo in difficoltà, spesso ancora prima che si manifesti il disturbo vero e proprio. Per questo, è utile per la prevenzione soprattutto degli effetti collaterali della chemio.

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