Castellammare di Stabia, la perla del golfo di Napoli!

Una passeggiata sul lungomare, una sosta su di una panchina e lo sguardo si perde nel mare immenso: uno scenario meraviglioso del golfo di Napoli!

Castellammare di Stabia ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Per la posizione favorevole sul mare, la ricchezza di sorgenti d’acqua e pianure fertili, è stata la culla di molte civiltà, che l’hanno plasmata.

Alle porte della Costiera Sorrentina, è una tappa obbligata per chi visita la zona: tra mare, monti e colline, con 28 sorgenti termali e, soprattutto, i suoi buonissimi biscotti, l’acqua Della Madonna e l’Impepata di cozze agli chalet.

Da non dimenticare il Castello Medioevale situato a circa 100 metri d’altezza, alle pendici del monte Faito:

«È costruito con pietra calcarea e tufo litoide, a pianta trapezoidale, con un torrione e due baluardi cilindrici, uniti da salde muraglie, un tempo, forse, merlate, ed ora diroccate nella maggior parte. I baluardi hanno, alla sommità, un piano aggettante su un coronamento di archetti e beccatelli; il torrione è rafforzato col barbacane alla base e, nella parte superiore, con una fitta cornice di modiglioni di piperno, che, evidentemente, in origine, sostenevano un piano con piombatoi. All’interno della mole si osserva una buca, attraverso la quale per lubrici scalini, si passa da una balza all’altra; nascosti da una vegetazione lussureggiante s’intravedono dei camminamenti sotterranei, che, senza dubbio, comunicavano con l’altra torre, giù, poco distante dal mare.»
Catello Longobardi, Il Castello medioevale e le antiche fortificazioni di Castellammare di Stabia

La Reggia estiva dei Borboni, poi, situata a Quisisana, regala alla città, ulteriori riferimenti storici e letterari: antecedente al 1280 e decantata in una novella del “Decameron” di Giovanni Boccaccio, che così descrive:

«Un cavalier, chiamato messer Neri degli Uberti, con tutta la sua famiglia e con molti denari uscendone, non si volle altrove che sotto le braccia del re Carlo riducere; e per essere in solitario luogo e quivi finire in riposo la vita sua, a Castello a mare di Stabia se n’andò; e ivi forse una balestrata rimosso dall’altre abitazioni della terra, tra ulivi e nocciuoli e castagni, de’quali la contrada è abondevole, comperò una possessione, sopra la quale un bel casamento e agiato fece, e allato a quello un dilettevole giardino, nel mezzo del quale, a nostro modo, avendo d’acqua viva copia, fece un bel vivaio e chiaro, e quello di molto pesce riempiè leggiermente.»
Giovanni Boccaccio, Decameron, VI novella, X giorno

Per non parlare del Cantiere Navale che ha prodotto il veliero Amerigo Vespucci e il batiscafo Trieste: la più antica fabbrica di navi intesa in senso moderno!

L’antica Stabiae fu, anche, una delle mete preferite dai patrizi romani, tanto che il suo territorio fu costellato di numerose ville residenziali, ora parte degli Scavi archeologici, che hanno dato luce a numerosi suppellettili e affreschi.

Terra che ha visto nascere personalità come Raffaele Viviani, Luigi Denza, Giuseppe Bonito, e tanti altri, ed ha visto morire personaggi come Plinio il Vecchio mentre, da lontano, ammirava e descriveva l’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, Stabia ed Ercolano.

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