Anticitera: il più antico calcolatore della storia

Convenzionalmente si fa coincidere l’avvento della moderna società capitalistica con la prima rivoluzione industriale sviluppatasi in Inghilterra nel corso del XVIII secolo. Epoca durante la quale venne impiegato per la prima volta nella storia dell’umanità il vapore come forza motrice a servizio delle attività produttive e proto industriali. Uno degli artefici di questa vera rivoluzione, destinata a lasciare un’impronta indelebile sulla moderna società europea, fu com’è noto l’ingegnere inglese James Watt.

Eppure, circa 2500 anni prima di questi eventi, qualcosa di molto simile alla prima rivoluzione industriale ebbe luogo nel bacino del mediterraneo orientale, in quella che fu la culla della civiltà greco-ellenistica. Moderni studi scientifici – in particolare il saggio di Lucio Russo “La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna” (acquistabile qui ) – hanno dimostrato, alla luce dei numerosi scritti lasciati dagli scienziati e pensatori greci, quanto la civiltà greca degli ultimi secoli avanti Cristo avesse raggiunto un livello di conoscenze e competenze tali da poter dare avvio a una rivoluzione industriale ante litteram. Questa rivoluzione, naufragata nei meandri del tempo e riportata con autorevolezza alla luce proprio dall’opera di Russo, si può in un certo senso concentrare in un oggetto figlio di quella temperie scientifica e culturale: il meccanismo di Anticitera.

Atene, Museo Archeologico Nazionale, il meccanismo di Anticitera

Si tratta del più antico calcolatore meccanico fino ad oggi conosciuto, databile intorno al 150-100 a.C. Un sofisticato planetario, mosso da ruote dentate, che serviva per calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei pianeti allora conosciuti (cinque), gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana e persino le date dei giochi olimpici. Deve il suo nome all’isola greca di Anticitera (Cerigotto), dove fu rinvenuto nel 1900 da alcuni pescatori di spugne. Faceva parte di un relitto naufragato lungo le coste greca intorno al secondo quarto del I secolo a.C. L’eccezionale planetario si trova oggi conservato presso il Museo archeologico nazionale di Atene che ospita anche una fedele ricostruzione della macchina.

Dettagliata ricostruzione della macchina di Anticitera (Atene, Museo Archeologico Nazionale)
Dettagliata ricostruzione della macchina di Anticitera (Atene, Museo Archeologico Nazionale)

Benché per oltre un secolo generazioni di studiosi abbiano dibattuto su questo oggetto, alcuni arrivando persino a sostenere che la sua complessità fosse da attribuire a una civiltà successiva a quella ellenistica, il meccanismo di Anticitera rimane perfettamente integrato alle conoscenze sviluppate dai Greci nel periodo tardo ellenistico. Infatti, ad Alessandria d’Egitto, centro motore di quella rivoluzione dimenticata di cui si parlava all’inizio, operarono molti studiosi dediti allo studio delle scienze e agli aspetti tecnologici. Tra questi, vale la pena menzionare Erone che progettò e realizzò una macchina a vapore che sfruttava gli stessi principi che avrebbero portato, due millenni più tardi, l’ingegnere Watt a imprimere, insieme ad altri fattori, una svolta decisiva alla nascita della prima società industriale moderna.

Angelo Mascolo

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