Alle porte di Acerra: la città romana di Suessula

Suessula: Conti spinelli

Situata in località “Calabricito”, nella parte nord-orientale del comune di Acerra, in provincia di Napoli, si trova l’antica città romana di Suessula, insediamento di origine osca ed etrusca. In antico, Suessula sorgeva in posizione strategica ed era attraversata dalla via Popilia, la strada più importante dell’antichità nel sud Italia, che collegava la citta di Capua a Rhegium. In seguito alla dominazione osca, gli Etruschi, la inclusero in una dodecapoli di cui facevano parte anche altre città campane. Soprattutto Suessula è celebre in quanto teatro di diverse battaglie tra Sanniti e Romani, che proprio nel suo territorio avevano stanziato gran parte del loro esercito per difendersi.

Memorabile fu la battaglia di Suessula combattuta contro i Sanniti sotto le mura della città nell’anno 341 a.C., con i Romani guidati dal console Marco Valerio Corvo che ebbero la meglio. Due anni dopo queste vicende, nel 339, Suessula divenne dominio romano assumendo il rango di civitas sine suffragio, non avente cioè diritto al voto. In età repubblicana assurse a municipium (città libera) e infine ridotta a colonia per decreto di Lucio Cornelio Silla.

I primi saggi di scavo per riportare alla luce Suessula, distrutta da un’invasione saracena nell’880, furono intrapresi dal 1872 fino al 1886 su iniziativa dei conti Spinelli di Scalea, possessori della zona e della villa con annessa torre longobarda. Furono rinvenuti numerosi reperti di eccezionale fattura. Essi furono ubicati nell’antica dimora che divenne uno dei più ricchi musei privati del periodo. Molti studiosi italiani e stranieri – tra questi l’archeologo Amedeo Maiuri – non mancavano di andarlo a visitare quando erano di passaggio a Napoli.

La storia di questo museo, rimasto inviolato fino al 1943, conobbe un epilogo amaro. Con il ritiro delle truppe tedesche, in seguito alla liberazione di Napoli, gli ufficiali tedeschi che occupavano villa Spinelli saccheggiarono i monili d’oro che componevano la collezioni. Reperti che, ancora oggi, non sono stati più recuperati. Ciò che è sopravvissuto alle depredazioni venne donato dalla vedova Spinelli al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Sebbene la collezione Spinelli, dall’eccezionale valore storico ed archeologico, non corra oggi più rischi dell’antica città di Suessula si continua a conoscere solo la piccola porzione venuta alla luce dagli scavi ottocenteschi dei conti Spinelli. Quello che è attualmente visibile, infatti, ha indotto gli archeologi a ipotizzare che l’estensione di Suessula doveva superare di gran lunga quella del territorio di Pompei.

Angelo Mascolo

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